Stesso luogo e stesso giorno del post precedente.
Prima di infilarsi sotto le lenzuola, Nancy si toglie i vestiti e si infila il suo pigiama. Voltata verso il muro, il cambio d’abito avviene senza il minimo pudore, ma anche senza malizia: un’ingenua bambina che non vede nulla di male nel cambiarsi nella stessa stanza di un compagno di studi, un amico, rimanendo in biancheria intima per qualche secondo.
E in fondo sarebbe giusto così: non abbiamo più 14 anni e uno “scandalo” simile non dovrebbe più smuovere gli ormoni. Ma per quello che sogno, per l’ossessione (sì, ormai comincio a chiamarla così) che ho per Nancy, per le fantasie che quotidianamente mi suscita anche solo l’elastico dei suoi slip che traspare in rilievo attraverso i pantaloni, la visione delle sue gambe nude che si ricongiungono in una mutanda rosa ha un certo effetto su di me.
In quei pochi secondi i miei occhi sono calamitati, lo sguardo si sfama il più possibile senza preoccuparsi della possibilità che lei voglia controllare se sto facendo il bravo ragazzo guardando dall’altra parte; in realtà io mi sto godendo la visione della sua gamba che si solleva, scoprendo la parte centrale della mutanda, con le labbra a creare una morbida collinetta che mi eccita all’istante.
Vorrei avvicinarmi e mentre ti stai ancora cambiando appoggiare una mano sulla tua pancia per informarti della mia presenza; con l’altra mano invece scosto gli slip e con le dita ti sfioro la vagina, carezzando qualche morbido pelo. Lentamente introduco l’indice e il calore mi avvolge, mentre la sua bocca si socchiude in un mugolio di piacere che non lascia trasparire la sorpresa del gesto. Le sue palpebre invece si abbassano, quasi a segnalare la volontà di concentrarsi per assaporare a fondo le sensazioni in arrivo. E di sensazioni gliene voglio trasmettere tante, voglio farle sentire cos’è stato finora il mio desiderio per lei, mentre il mio pisello tirato fuori dai pantaloni sta cominciando a passare delicatamente contro l’esterno della sua figa, che le mie dita sentono essersi bagnata in fretta. Nancy si gira e con i palmi delle mani mi spinge sul torace all’indietro, una spinta che assecondo per finire sul materasso, dove vengo raggiunto da una tigre dagli occhi di fuoco che con le gambe mi sale sopra…

Ma invece no. Se avete letto il post precedente, sapete com’è andata a finire.
E al risveglio nessuna sorpresa, è ripresa la vita di tutti i giorni.
Non trovo che questo mio desiderio sessuale per Nancy sia in contrasto con la descrizione romantica che ne ho fatto con la narrazione della mia notte insonne: si tratta di due aspetti complementari della mia attrazione per Nancy, che sento crescere ogni giorno di più.
Forse il fatto di avere cominciato a parlarne qui, mettendo nero su bianco i miei pensieri, peggiora la situazione facendomi procedere in una direzione che Pantie non si meriterebbe che io intraprenda. Ma oggi, Nancy è il pensiero più ingombrante nella mia mente.